Villa Venier Contarini

Villa Venier Contarini si trova nel cuore di un territorio sul quale, dall’inizio del XV secolo, l’aristocrazia mercantile veneziana, comprendendo come stesse per esaurirsi il suo ruolo di principale collegamento politico ed economico con l‘Oriente, iniziò ad investire capitali per acquistare e bonificare estese proprietà destinate ad un razionale sfruttamento.
Risale al 1460 il decreto dei Dieci (potente organo di governo veneziano, composto di dieci membri eletti ogni anno dal Maggior Consiglio per sorvegliare sulla sicurezza dello Stato) che promuove un programma di rilevamento e rappresentazione cartografica dell’entroterra sottomesso, che si estende da Udine a Brescia comprendendo Treviso, Padova, Vicenza, Verona, Bergamo.
Questa particolare attenzione della Serenissima Repubblica di Venezia per una politica territoriale si rivelò ancora più incisiva durante il XVI secolo con la creazione del 1501 della Magistratura alle Acque (organo soppresso solo recentemente, nel giugno 2014) e nel 1556 della Magistratura ai Beni Inculti, istituzioni che hanno regolato per secoli il rapporto pubblico-privato sulle bonifiche, sui terreni e sugli espropri.
VillaVenier_oggi
VillaVenier_Costa
I manufatti destinati in un primo momento al semplice controllo dei fondi agricoli, diventano col tempo un complesso incredibilmente ampio di edifici di grande qualità, decorati con affreschi che raccontano le ricchezze morali e materiali dei proprietari ecircondati da giardini sapientemente realizzati.

Nasce così, all’interno di un variegato e complesso sistema idrico e territoriale, quel particolare tipo architettonico
oggi noto come villa veneta.

L’attuale sede dell’Istituto Regionale Ville Venete, villa Venier Contarini, è un caso emblematico di villa.
Passata di mano in mano a diverse famiglie e proprietà, nel corso degli anni modificata e ampliata, ha però mantenuto
inalterate le caratteristiche che contraddistinguono il tipo architettonico della villa: un corpo principale a più piani, due barchesse affrescate simmetricamente posizionate ai lati, un giardino tutt’intorno, una piccola chiesetta e un affaccio sulla principale via di comunicazione dell’epoca, il fiume Brenta.